Fake news, 6 azioni messe in campo da facebook per combatterle

Le fake news sono uno dei flagelli dell’era moderna. Viaggiano sui social network e sono in grado di condizionare l’opinione delle persone. Facebook su questo tema è stato al centro dell’uragano per molto tempo, ma cosa ha fatto e cosa sta facendo facebook per combattere il fenomeno delle fake news? A spiegarlo è stato Luca Colombo, country director di Facebook per l’Italia, durante una diretta con Marco Montemagno.

1) Donati 2 milioni di euro per finanziare il Fact-checking: “Questo per far sì che possano accelerare nella verifica di informazioni non corrette. Facebook non può verificare che una notizia sia vera oppure no, non è una nostra competenza. Per questo abbiamo creato delle collaborazioni. Ci sono circa 60 Fact-checker in tutto il mondo con cui Facebook lavora. In Italia lavoriamo con Facta.news per combattere le fake news”, racconta Luca Colombo che poi spiega, “Facta.news riceve le segnalazioni e verifica l’attendibilità delle notizie. Alla fine della giornata vengono pubblicate le principali 10 notizie accertate come false. Le fake news non puoi che verificarle con il lavoro umano”. Per rimuovere 40.000.000 di post sono stati analizzati 4.000 contenuti che sono stati ritenuti falsi, lavoro svolto da 60 Fact-checker in tutto il mondo.

2) Spezzare le catene: “Su whatsapp abbiamo ridotto la possibilità di inoltrare un contenuto perché spesso le fake news girano con questa funzionalità. Inoltre abbiamo messo in evidenza quando un contenuto è inoltrato, perché spesso le catene sono fake news”.

3) Moderazione dei contenuti: “Su facebook ci sono persone che intervengono in quelle situazioni in cui la tecnologia non riesce a intercettare chi non rispetta le regole del social. Queste persone esaminano i contenuti a fronte di segnalazioni. Sono circa 30.000 in tutto il mondo. Oggi però grazie ai passi avanti fatti dalla tecnologia il 99,7% del contenuto terroristico viene rimosso automaticamente. Ogni giorno vengono cancellati 1.000.000 di account che cercano di utilizzare il social in modo fraudolento”.

4) Covid e fonti ufficiali: “In questo periodo le fake news sono salite ancora più in superficie, notizie anche pericolose per la salute delle persone. Da quando è partito covid in tutte le bacheche di facebook c’è un piccolo box che rimanda alle fonti certe e sicure per fare in modo che l’utente si informi su contenuti autorevoli”. Da quando si è diffuso il contagio circa 2 miliardi di persone hanno guardato questo tipo di contenuti e sono stati rimandati verso fonti certe e autorevoli.

5) Supporto a campagne di comunicazione. Facebook ha inoltre aiutato le autorità a diffondere alcune informazioni utili: “In Italia abbiamo aiutato il Ministero della Salute a divulgare il più possibile il concetto di stare a casa e il decalogo per la tutela della salute”. Un’attività fatta grazie all’advertising e al sostegno di influencer.

6) Fake news e advertising. Luca Colombo, oltre a ribadire che i contenuti verificati e risultati falsi su facebook vengono rimossi, ha anche spiegato come bloccando l’advertising si possano ridurre le fake news: “Abbiamo bloccato le sponsorizzazioni di prodotti falsi o di mascherine non idonee. Noi su Facebook mettiamo in evidenza quelle che sono state riconosciute come potenziali fake news, riduciamo la loro potenziale visibilità e rimuoviamo la connessione che hanno con la monetizzazione. Spesso c’è interesse a creare una notizia falsa per generare interesse e farla diventare fonte di guadagno”.

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