Vi racconto il mio pranzo al Bistrot torinese di Cannavacciuolo

Ciao a tutti, mi chiamo Gioele Urso e voglio fare il provinciale! Sì, voglio fare il provinciale perché oggi – per lavoro, e questo video lo dimostrasono stato al Bistrot torinese di Antonino Cannavacciuolo. C’era un evento – se vi interessa sapere cosa basta guardare il video al link di cui sopra – e al termine dell’evento è stato offerto il pranzo. Potevo non fermarmi? Ma state scherzando? E quando mai mi ricapita l’occasione di mangiare in quel posto senza pagare un euro. Allora mi sono fermato a pranzo e ho goduto dell’esperienza.

Cominciamo dalle foto dei piatti:

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Ammetto di essere entrato nella sala in punta di piedi e un tantino a disagio. Non sapevo letteralmente dove mettermi, poi ho rotto il ghiaccio con l’ambiente e mi sono seduto.

Solitamente sono una persona abbastanza equilibrata, ma questa volta ero insolitamente gasato. È vero, ho una passione smodata per il cibo ed era la prima volta che avevo l’occasione di mangiare in un posto di tale portata, ma in ogni caso l’entusiasmo era eccessivo.

Il menù era ricco e abbondante. Lo dico subito, mi sono alzato da tavola sazio e anche un tantino brillo per colpa della cameriera che ogni volta che vedeva il mio bicchiere mezzo vuoto lo veniva a riempire.

Subito ci è stato servito un aperitivo accompagnato da quattro stuzzichini tra cui la pizza fritta, un raviolo fritto e un cannolo ripieno di ragù (il quarto stuzzichino non mi ricordo cosa fosse, come foodblogger faccio pietà).

Poi ci è stato servito un carpaccio di ricciola alla puttanesca e rucola selvatica; un piatto di pasta con piselli e calamaretti spillo; il baccalà con salsa al prezzemolo, spuma di patate allo zafferano e chips di patata viola; un gelato all’amaretto e basilico e una spuma di cioccolato all’arancia; e infine babà e code d’aragosta (un dolce ripieno di crema, buonissimo).

Il piatto che per me ha vinto è stato il primo: ho trovato sensazionale la crema di piselli e azzeccatissimo l’abbinamento con i calamaretti. Ottimi anche i vini, con una menzione speciale per il passito che ha accompagnato i dolci.

Che dire, è stato un pranzo piacevole, gustoso e siamo stati coccolati da tutti gli addetti alla sala. Il disagio iniziale è svanito in pochissimi istanti. Un’esperienza – una volta all’anno – da riprovare (anche pagando).

È importante che tu condivida questo articolo e qui ti spiego il motivo!

Mail: gioele.urso@gmail.com
Seguimi su Twitter: @gioeleurso1

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